Domotica #3: e la manutenzione? E se si guasta qualcosa?

 

Libretti di manutenzione e di impianto che Elettric-co rilascia ai clienti al termine dei lavori

Un impianto domotico richiede manutenzione periodica e ogni quanto?

Basta la normale manutenzione periodica che si dovrebbe fare (condizionale d’obbligo, perché in pochi lo fanno e lo sanno) anche negli impianti “standard” (prova dei salvavita, della messa a terra, delle lampade di emergenza…)

Che sia un impianto tradizionale o domotico, fornisco di solito un piccolo registro di manutenzione sul quale segnare gli interventi effettuati e le prossime scadenze. Le annoto anche in uno scadenzario in modo da avvisare il cliente su quando è il momento della manutenzione.

E se si guasta qualcosa?

Se si guasta un pezzo, cosa succede? Non funziona più niente?

Se si guasta un pezzo, non funziona più la parte comandata o gestita da quel pezzo, mentre tutto il resto continua a funzionare indipendentemente (questo col sistema KNX, che vedremo; con altre domotiche, purtroppo, non è detto…)

Non funziona più niente solo se si guasta l’alimentatore. Ma la sua sostituzione è rapida, senza necessità di programmazione e a magazzino ne tengo sempre qualcuno per ogni evenienza.

Se si guasta la linea telefonica o salta internet, cosa succede? Non funziona più niente?

L’impianto continua a funzionare regolarmente da “locale” e col wi-fi di casa; solo non sarà possibile comandarlo se si è lontani da casa. Una volta che la compagnia telefonica sistemerà il guasto, la connessione dell’impianto si ristabilirà da sola.

Se manca la corrente, cosa succede? Servono batterie?

Succede  quello che succede nell’impianto tradizionale: le luci e le altre utenze (tapparelle, caldaia…) restano spente. Al ritorno dell’energia elettrica, l’impianto e i suoi apparecchi riprenderanno a funzionare regolarmente.

Vengono prese delle precauzioni contro i fulmini?

Sono apparecchiature elettroniche, quindi sì, vengono prese delle precauzioni sia sulla parte elettrica (scaricatori generali, scaricatori appositi per apparecchiature elettroniche, gruppi di continuità) sia sulla parte telefonica (filtri, scaricatori). Precauzioni che sono consigliate anche negli impianti tradizionali (tv, citofoni, modem…)

La domotica crea campi elettromagnetici?

Rispondo a questa domanda perché mi è stata fatta ed esistono diversi pensieri (e leggende metropolitane…) C’è chi sostiene che si sviluppino dei campi elettromagnetici nei pressi degli interruttori e delle prese (secondo me, molto esigui). Ammesso e non concesso che sia vero, i comandi e i segnali viaggiano a bassissime tensioni (quella normale è 230 V, nella domotica rimane attorno ai 30 V).

Un’ultima precisazione: domotica e allarme

Di solito, nei depliant, è scritto che un sistema di domotica può comprendere anche, tra i sottosistemi, quello d’allarme.

Ma è un’informazione imprecisa: un sistema di allarme intrusione è certificabile come tale solo quando ha una sua centrale di controllo, con certe caratteristiche e sicurezze (contro la manomissione, per esempio). Con la domotica, non è possibile impostare un sistema d’allarme in questo modo.

Quindi?

Le principali e migliori marche di allarmi si sono allora dotate di schede di interfaccia con lo standard KNX, che permette al sistema di dialogare con la domotica. Così facendo, ottengo un allarme certificato (con la sicurezza che ne deriva) che dialoga con la domotica (come gli altri dispositivi di impianto).

Ma approfondirò questo aspetto nelle prossime puntate.

Per domande e assistenza, Elettric-co è sempre a disposizione

 

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