Cosa c’è nell’aria: inquinamento interno e aspirazione centralizzata

 

UN IMPIANTO EFFICACE  PER GARANTIRE LA QUALITÀ DEGLI AMBIENTI DOVE TRASCORRIAMO BUONA PARTE DEL NOSTRO TEMPO

Quando si parla di inquinamento, si pensa subito a quello esterno, dovuto al traffico, ai fumi di scarico, ai rifiuti dispersi… Ma esiste anche un tipo di inquinamento diverso, la cui esistenza è stata attestata da enti come l’Organizzazione mondiale della sanità. È l’inquinamento degli ambienti interni: abitazioni, luoghi di lavoro, scuole, ambienti cioè dove viviamo o trascorriamo buona parte del nostro tempo.

La maggioranza dell’aria che inspiriamo proviene dagli ambienti indoor, perché si stima che in Europa la popolazione spenda al chiuso fino al 90% del suo tempo (fonte: SistemAir.it). Quelli che pensiamo essere i luoghi più “sicuri” in realtà possono diventare un rischio per la salute: disturbi respiratori, semplici infiammazioni di naso e gola o casi più seri di asma, anche nei bambini, possono derivare da una cattiva qualità dell’aria – negli Stati Uniti si parla addirittura di “sindrome dell’edificio malato”.

Cosa fare?

Di sicuro un modo per risolvere il problema è installare un impianto di aspirazione centralizzata.

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Cosa dice (davvero) la tua bolletta della luce?

NON BASTA GUARDARE IL TOTALE DA PAGARE E I CHILOWATT CONSUMATI: CI SONO DELLE VOCI IMPORTANTI DA LEGGERE (E CHE NON LEGGIAMO QUASI MAI)

Siamo abituati a guardare molto velocemente le nostre bollette della luce: molto spesso ci fermiamo al totale da pagare segnato in prima pagina.

In realtà una bolletta contiene molte informazioni e molti dati interessanti per noi utenti, ed è utile (e saggio) imparare a leggerli, un po’ alla volta.

Tieni conto che da gennaio 2016 a casa arriva una versione sintetica della bolletta. Ora la versione più dettagliata è scaricabile online o puoi fare richiesta affinché ti venga inviata. In genere ci accontentiamo della bolletta sintetica, eppure è nei dettagli che sono contenuti i numeri che ci dicono più cose sui nostri consumi o su come – eventualmente – e muoverci per andare verso un maggiore risparmio energetico.

In questo articolo voglio approfondire proprio alcune voci che si trovano nella versione più lunga delle bolletta. In realtà vengono riportate a grandi linee anche sulla prima pagina, sotto al totale da pagare (quindi non abbiamo tante scuse!).

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Detrazione fiscali 2019, vediamoci chiaro

QUALI TIPI DI INTERVENTI, SU QUALI EDIFICI E COSA FARE PER AVERE I “BONUS”

 

Come avrete sentito, il 1° gennaio è entrata in vigore la nuova Legge di bilancio che ha prolungato per tutto l’anno due grandi categorie di detrazioni fiscali:

  1. quelle per le ristrutturazioni edilizie che sono del 50%;
  2. e quelle per la riqualificazione energetica degli edifici che sono invece del 65% (il famoso “Ecobonus”).

Ne voglio parlare rispondendo, anche in questo articolo come faccio negli altri, alle domande più comuni che possono sorgervi. Se ne avete ancora, fatemi sapere, qui o sulla mia pagina Facebook.

Nota bene: non elencherò tutti i tipi di interventi “detraibili”, ma quelli che eseguo io. In fondo all’articolo, vi lascio delle guide complete, se siete interessati anche ad altri lavori.

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Per il bonus ci vuole la pratica

LAVORI IN CASA PER IL RISPARMIO ENERGETICO? SE VUOI LA DETRAZIONE, DEVI COMUNICARLO ALL’ENEA (E IN FRETTA)

Hai realizzato nel 2018 o vorrai realizzare prossimamente un intervento di ristrutturazione edilizia detraibile al 50% che consente un risparmio energetico e/o l’uso di fonti rinnovabili? Bene, la legge di Bilancio 2018 ti obbliga a mandarne comunicazione all’Enea.

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Rete dati: ho già il wi-fi, mi serve? Quali vantaggi?

Photo by Randall Bruder on Unsplash

È ORMAI INDISPENSABILE NON SOLO NEGLI UFFICI E NELLE AZIENDE

 

Si parla di un miliardo e 161 milioni di euro, ed è l’investimento che l’Unione europea ha stanziato per favorire la diffusione della connessione veloce a internet.

È la parte più sostanziosa dell’intero fondo che ammonta a quasi 7 miliardi di euro, e non sono neanche le uniche risorse (c’è un Fondo europeo per gli investimenti strategici, ci sono risorse previste per migliorare le infrastrutture e i servizi digitali in tutto il territorio dell’Ue e addirittura un fondo speciale, il “Fondo relativo alla banda larga per collegare l’Europa” creato allo scopo di mobilitare investimenti pubblici e privati). Senza contare le norme nuove di cui questo progetto ha bisogno e sulle quali tutti gli Stati dovranno allinearsi.

Insomma, un bel movimento.

L’obiettivo è fare in modo che entro il 2025 ogni famiglia europea e tutte le scuole, le strutture del trasporto pubblico, i servizi amministrativi e anche le zone rurali ed extra urbane siano raggiunte da internet veloce (a un Gigabit al secondo).

Avere internet – e a una velocità accettabile – non è più un optional. Non lo è negli uffici, nelle aziende, ma non lo è più neanche nelle nostre abitazioni. Usiamo smartphone e tablet per fare… be’ praticamente tutto e abbiamo bisogno di una connessione che il più stabile e veloce possibile.

Vi ricordo, purtroppo, che allo stato attuale l’Italia è in fondo alla classifica dell’Europa per velocità di connessione

Con gli investimenti di cui vi accenno qui sopra, l’Europa sta dando un chiaro segnale (e il gioco di parole ci sta!); anch’io come tecnico vado in questa direzione, quando i clienti me lo chiedono e quando vado in cantiere.

E qui facciamo un altro passo in avanti, e parliamo oggi di rete dati. Perché per avere una connessione internet più stabile e veloce, il wi-fi non basta più, o basta solo inizialmente, come soluzione tampone. Ci vuole una rete dati anche in casa.

Cos’è, come funziona, cosa collegare: ve lo spiego qui sotto con alcune domande e risposte mirate.

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