Detrazione fiscali 2019, vediamoci chiaro

QUALI TIPI DI INTERVENTI, SU QUALI EDIFICI E COSA FARE PER AVERE I “BONUS”

 

Come avrete sentito, il 1° gennaio è entrata in vigore la nuova Legge di bilancio che ha prolungato per tutto l’anno due grandi categorie di detrazioni fiscali:

  1. quelle per le ristrutturazioni edilizie che sono del 50%;
  2. e quelle per la riqualificazione energetica degli edifici che sono invece del 65% (il famoso “Ecobonus”).

Ne voglio parlare rispondendo, anche in questo articolo come faccio negli altri, alle domande più comuni che possono sorgervi. Se ne avete ancora, fatemi sapere, qui o sulla mia pagina Facebook.

Nota bene: non elencherò tutti i tipi di interventi “detraibili”, ma quelli che eseguo io. In fondo all’articolo, vi lascio delle guide complete, se siete interessati anche ad altri lavori.

Prima parte
GLI INTERVENTI: QUANDO PUOI AVERE LE DETRAZIONI
Quali interventi danno il diritto alle detrazioni della nuova Legge di bilancio?

L’espressione “ristrutturazioni edilizie” (per la detrazione del 50%) comprende quegli interventi che abbiano come obiettivo il miglioramento della qualità delle abitazioni.

Dunque, per quanto mi riguarda:

  • impianto elettrico in generale su immobili in fase di restauro (quindi rifacimento o ammodernamento di un impianto esistente);
  • messa a norma dell’impianto elettrico;
  • interventi al box auto, relativamente alla parte elettrica;
  • citofoni e videocitofoni (sia sostituzione che nuova installazione);
  • telecamere di sorveglianza (sia sostituzione che nuova installazione);
  • interventi all’impianto di riscaldamento, relativamente alla parte elettrica (anche solo ammodernamento o piccole aggiunte, come cronotermostati e termostati);
  • interventi all’impianto di allarme (sia nuova installazione, che miglioramento di uno già esistente);
  • installazione di impianti fotovoltaici (con potenza fino a 20 kW per la produzione di energia elettrica a uso domestico).

 

Con l’espressione “riqualificazione energetica”, invece, per la detrazione del 65%, ci si riferisce a tutti quegli interventi che abbiano l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche di un edificio (e di avere un risparmio di energia).

Nel caso di Elettric-co:

  • installazione di sistemi domotici. Per:
  1. controllare anche da remoto e far comunicare tra di loro gli impianti di riscaldamento, di produzione dell’acqua calda e di climatizzazione, e dunque accenderli, spegnerli e programmarli settimanalmente, per esempio, e anche se sei fuori casa (come abbiamo visto in molti articoli su Elettric-co, la domotica è al centro di tutto!);
  2. controllare i consumi di energia e analizzare i dati per periodi (e anche di questo abbiamo parlato)
  3. vedere le condizioni di funzionamento degli impianti e la temperatura di regolazione.

Anche in questo caso, si può trattare di un sistema nuovo oppure dell’aggiunta di nuove funzioni.

Seconda parte

ANDIAMO PIÙ SUL TECNICO: DETRAZIONI, SPESE, DOCUMENTI, PAGAMENTI…

Cosa significa, innanzitutto, “detrazioni fiscali”?

Sono delle somme che è possibile sottrarre da un’imposta per ridurla. Quindi, una volta calcolata la detrazione, si ha l’imposta che effettivamente il contribuente deve versare.

In concreto significa che:

  • per le ristrutturazioni edilizie, la detrazione “cade” sull’Irpef, per i privati, e sull’Ires, per le imprese. Cioè è possibile “togliere” dall’Irpef e dall’Ires il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2019 e fino a 96 mila euro per unità immobiliare nel caso si voglia fare uno degli interventi di ristrutturazione in lista.
  • Per la riqualificazione energetica, il calcolo è lo stesso (la detrazione “cade” su Irpef e Ires), ma è del 65% delle spese sostenute per gli interventi fino al 31 dicembre.

Se gli interventi sono sia di ristrutturazione edilizia che di riqualificazione energetica, si potrà scegliere solo una delle due detrazioni.

Quali sono le spese di cui si parla?

Tutte le spese dell’intervento. Poi anche le spese cosiddette “indirette” (spese per altri professionisti, bolli, altre tasse detraibili…)

Con quali edifici si può fare?

Nel caso della riqualificazione energetica (65%), con edifici esistenti – non in fase di costruzione – sia di privati che di imprese. Se sei un’impresa, devono essere edifici usati nell’esercizio della tua attività.

Per le ristrutturazioni edilizie (50%), devono essere edifici residenziali di privati, quindi a uso abitativo (ed eventualmente garage, autorimesse), anche se li acquisti già ristrutturati (se comprati entro 18 mesi dalla fine dei lavori).

Chi può beneficiare delle detrazioni?

Possono avere le detrazioni tutti i titolari di un diritto reale sull’edificio oggetto dell’intervento che siano contribuenti Irpef e che sostengano le spese per la sua ristrutturazione (non solo il proprietario, ma anche chi ne abbia l’usufrutto, chi vi sia legato per un contratto di locazione o comodato d’uso, i soci di una cooperativa, imprenditori o soci di società semplici, i familiari – fino a un certo grado – del proprietario o del possessore che con lui/lei convivono). Se esegui i lavori in proprio, puoi chiedere la detrazione sulle spese dei materiali. Se abiti in un condominio, ti spetterà una parte di detrazione per gli interventi sulle parti comuni. Poi è sempre bene valutare caso per caso…

Come procedere per avere le detrazioni?

Andiamo per fasi, prima e dopo i lavori (anche se in questa procedura è sempre bene farsi seguire!).

PRIMA DEI LAVORI devi:

  • nei casi dove sia richiesto, essere in regola con le pratiche edilizie (comunicazioni di inizio dei lavori, permessi di costruire o restaurare…).

DOPO I LAVORI devi:

  • per la riqualificazione energetica, rivolgerti a un tecnico abilitato per avere un documento che attesti la validità dell’intervento.
  • In casi ben precisi, il tecnico invierà la pratica all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Ne abbiamo parlato in questo articolo!
Come devo pagare i lavori per avere le detrazioni?

Se sei un privato o un ente non commerciale, dovrai pagare le spese che ho indicato qui sopra con un bonifico (indicando: causale, il tuo codice fiscale, partita Iva o codice fiscale del professionista o dell’impresa che ha fatto il lavoro).

Se hai un reddito di impresa, puoi anche pagare in un altro modo, non c’è l’obbligo del bonifico.

Se hai partita Iva, va bene: fa fede la fattura.

Nota bene: in questi due ultimi casi, meglio rivolgersi a un commercialista, che conosce bene la tua situazione ed eventuali specifiche.

Per approfondire, vi lascio due link:

https://www.edilportale.com/news/detrazioni_fiscali_ristrutturazione

https://www.edilportale.com/news/ecobonus_riqualificazione_energetica

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