Fiera MCE 2018: cosa ho visto e perché non è “roba per soli esperti”

Giovedì ho visitato la 41a Mostra Convegno Expocomfort (in sigla, MCE) a Milano.

Partecipare a queste fiere può sembrare una cosa da “addetti ai lavori”, ma nel sito ho in mente di raccontare anche questi eventi, perché di cose interessanti se ne vedono sempre, e perché fanno anch’essi parte della mia “formazione continua” di professionista.

Quindi ho “dato un’occhiata” agli stand ed ecco le mie impressioni.

Qual è il tema centrale di questa fiera?

La fiera è dedicata a tutte le tecnologie che, diciamo, ruotano attorno alla climatizzazione e al condizionamento degli edifici.

Capirete, un’area molto grande, con molti settori e molti professionisti, però possiamo individuare due divisioni principali:

  1. gli stand che riguardavano di più gli idraulici e i termotecnici (condizionatori, pompe di calore, termocamini, accessori per l’installazione idraulica…);
  2. gli stand che coinvolgevano gli elettricisti e i tecnici elettrici (e quindi, domotica, termoregolazione, impianti fotovoltaici, ricarica di automobili elettriche…)

Non è una fiera con “troppe cose”? Non ci si perde?

In realtà, tutti questi settori apparentemente diversi tra di loro sono legati; anzi, perché tutto in un edificio funzioni correttamente, è necessario che i vari dispositivi dialoghino in modo corretto. Non è da poco: senza questo “dialogo”, si rischia di avere meno comfort e meno risparmio energetico (e quindi economico).

È il concetto alla base della domotica, se ci pensate.

Un esempio? La gestione di una pompa di calore per il riscaldamento è più complessa di una semplice caldaia (i consumi elettrici sono notevoli); l’ideale è abbinarla a un impianto fotovoltaico e, magari, a un sistema domotico, che verifichi la termoregolazione e controlli i carichi.

Domotica e termoregolazione: cosa hai visto di interessante?

Ormai ogni marca produttrice di pompe di calore o sistemi di condizionamento propone al pubblico un sistema proprio per il controllo e la gestione delle temperature ambiente, con termostati, sonde, app… Ovviamente tutti stand che noi chiamiamo “alone” (dall’inglese, “solo”), cioè all’interno di un sistema chiuso e proprietario. Sono sistemi che vanno bene in caso di singoli sistemi di riscaldamento o raffreddamento. Se questi sistemi, invece, devono “dialogare” con il fotovoltaico o semplicemente con l’impianto elettrico, allora meglio passare alla domotica.

E il fotovoltaico? A che punto è?

Come saprete, i sistemi di riscaldamento o condizionamento si stanno sempre di più spostando verso l’uso di energia elettrica (al posto di combustili fossili). Fa bene all’ambiente, ma è inevitabile che la bolletta cresca! Perciò inserire un impianto fotovoltaico ha come beneficio il fatto di:

  • ridurre la richiesta di energia alla rete pubblica;
  • aumentare la potenza elettrica a disposizione;
  • usufruire delle ultime tecnologie, che sono capaci di aumentare la potenza dei singoli moduli fotovoltaici – così si hanno impianti più potenti o che occupano porzioni minori di tetto;
  • usare l’energia in modo “intelligente”: prendiamo gli inverter. Che cosa sono? IN PRATICA Quegli apparati che trasformano la corrente “continua” del fotovoltaico in alternata (alternata è la corrente che “alimenta” la rete elettrica di casa, per capirci). Ecco, gli inverter si sono ancora più affinati, per migliorare l’uso dell’energia che erogano; per migliorare l’autoconsumo (cioè l’energia elettrica prodotta e consumata direttamente dall’abitazione, che è quella che porta il maggiore risparmio). Per esempio, si possono attaccare o staccare dei semplici carichi elettrici o delle resistenze per l’acqua calda oppure si può interfacciarsi a un sistema domotico. Capite le potenzialità?

E se devo immagazzinare energia?

Un altro settore importante della fiera era dedicato agli “accumuli energetici”.

IN PRATICA Sono i sistemi che hanno il compito di raccogliere e immagazzinare energia, da sfruttare poi.

Per esempio: servono per far funzionare i sistemi di condizionamento anche di notte; oppure servono quando l’impianto fotovoltaico non produce energia o ne produce poca. Sono dei “conti in banca” di energia, da cui attingere quando se ne ha bisogno.

È un settore “caldo”, la tecnologia avanza (anche se con parecchia burocrazia), e gli usi sono tanti:

  • acqua calda -> per scaldarla quando il fotovoltaico produce un di più di energia rispetto ai consumi;
  • sistemi di accumulo con batterie al litio -> per immagazzinare direttamente l’energia elettrica e poi riutilizzarla attraverso i vari elettrodomestici quando il fotovoltaico non produce più energia (ad esempio di notte).

Anche qui, ne abbiamo di tutte le “taglie” e le caratteristiche, in base alle necessità di ogni casa. A breve farò dei corsi su questo argomento. Quindi, stay tuned!

A proposito di “linguaggi”…

Dicevo all’inizio che, per fare funzionare bene insieme impianti diversi, serve un sistema domotico.

In fiera, era presente il sistema KNX (si legge “konnex”), di cui parlerò presto qui sul sito perché merita un approfondimento.

Vi dico solo che: è un linguaggio con il quale i vari sistemi comunicano tra di loro. È standard a livello internazionale e aperto (quindi non “chiuso” come quelli che citavo prima). Al momento, è il meglio sul mercato per far interagire tra di loro sistemi diversi. E in maniera molto semplice, grazie ai comandi intuitivi. Così si controllano termostati, sonde di temperatura, touch screen domotici… ma ne parleremo presto! Vi rimando comunque ai post sulla domotica già pubblicati, per far un’idea.

Una chicca finale: le automobili elettriche (e-mobility)

Si stanno affacciando sul mercato, non solo perché si usano su strada sempre di più, ma anche perché, con il diffondersi degli impianti fotovoltaici nelle case, è conveniente usare l’energia prodotta per caricare l’auto!

In fiera, in particolare, erano esposti i sistemi di ricarica, come per esempio le colonnine.

Non ho ancora clienti che mi hanno chiesto consulenza su questo settore, ma chi lo sa… intanto mi informo (che, lo avrete capito, è la mia filosofia), capisco come si evolve e come si predispone un sistema di ricarica. Per la pratica, vedremo, in futuro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *