E la privacy dove la mettiamo? Telecamere, dati e sicurezza

“E se qualcuno entra nel mio sistema domotico?”

“E se qualcuno ‘buca’ le telecamere per decidere il momento migliore per fare irruzione?”

Queste domande mi vengono fatte sia dai clienti più “tecnologici”, che ogni giorno sentono parlare di crimini “cyber” (elettronici) e furti di dati, sia dai clienti meno “tecnologici”, abituati ai sistemi (come quelli di sorveglianza) più classici, analogici, a circuito chiuso, al sicuro, in teoria, da occhi e orecchie indiscreti…

È un argomento delicato, di cui parlerò in più post. Cominciamo elencando alcuni fattori:

  • tutti possiamo essere un obiettivo di questi criminali online, anche le aziende più attrezzate, perché ogni sistema, di per sé, è vulnerabile e controllabile da remoto;
  • il problema della violazione della privacy c’è e non va sottovalutato. Il Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, ha calcolato che nel 2017, a livello mondiale, sono stati più di 1.100 gli attacchi “gravi”, dunque con gravi perdite economiche, danni alla reputazione, diffusione di dati sensibili; e gli attacchi potranno diventare sempre più sofisticati e aggressivi, soprattutto contro le aziende.
  • oggi tutto o quasi è digitale; è poco efficiente pensare il contrario;
  • nel 2016 in Italia si sono registrati danni da crimine cyber per quasi 10 miliardi di euro; gli investimenti in sicurezza informatica sono stati stimati in un miliardo di euro. Dieci volte inferiore. Dunque, invece di seminare il panico, bisogna impegnarsi a costruire delle difese.
  • La sicurezza fisica è un tutt’uno con la sicurezza informatica: non si possono separare.
  • Le aziende produttrici stanno lavorando molto per proteggere la loro tecnologia. Per esempio, Hikvision, azienda di cui mi servo per i prodotti di videosorveglianza, è stata nominata CNA.

Cosa sono? I CNA (letteralmente Cve Numbering Authority) sono dei soggetti autorizzati (di solito produttori, organizzazioni o ricercatori) a richiedere l’inserimento di una vulnerabilità. In pratica, possono assegnare l’identificativo “Vulnerabilità ed esposizioni comuni” (Cve) a prodotti e programmi contribuendo, così, alla diffusione di soluzioni di sicurezza più adeguate ed efficienti. Perché è importante per il cliente? I vari CNA formano una “rete” che migliora la comunicazione tra ricercatori di sicurezza e produttori; così anche l’utente finale avrà un’assistenza molto più tempestiva e risolutiva, in caso di problemi, e sarà informato sulle costanti novità del settore.

Quindi, devo avere paura per la mia casa?

Anche se la tecnologia è avanzata, è ancora tua responsabilità difendere la tua casa. Come? Prima di tutto, evitando il fai da te e rivolgendoti a un impiantista “serio”, che ti dia i consigli giusti sulla sicurezza della tua abitazione.

Due dati

  • Per fortuna, molti utenti già lo fanno: secondo MyVirtuoso Home, i consumatori sono attratti dalla domotica soprattutto per la sua capacità di garantire un monitoraggio continuo della casa. Inoltre un consumatore che pensa o progetta di portare “intelligenza” nella propria casa si rivolge soprattutto alla “filiera tradizionale”, ovvero a installatori o rivenditori di materiale elettrico.
  • Nel 2017, il mercato della domotica è cresciuto del +35%, per un valore di 250 milioni di euro.

Sulla base di questi numeri, nei prossimi post:

  • vedremo nel concreto quali accorgimenti adottare per proteggere la tua privacy;
  • parleremo anche di Gdpr: se non sai cos’è, ti anticipo solo che si tratta di un regolamento europeo dal titolo General data protection regulation che entrerà in vigore anche in Italia il 25 maggio e che introduce alcuni obblighi per la protezione dei dati personali delle persone. I sistemi domotici, o anche di semplice videosorveglianza, dovranno, per legge, prevedere delle precauzioni contro la diffusione dei dati degli utenti.
  • vi racconterò del corso a cui parteciperò mercoledì 28 marzo, a Vicenza, organizzato da Risco Group e patrocinato da Ethos Academy. Il corso sarà incentrato sugli allarmi e le recenti innovazioni, e si discuterà anche con due esperti di privacy, obblighi e responsabilità civili per gli operatori della sicurezza. Vi aggiornerò qui sul sito e sulla mia pagina Facebook.
Antennina wi-fi, posizionabile a incasso nelle comuni scatole rettangolari (dove di solito ci sono le prese o gli interruttori)
Quadro internet, dove “alloggiano”, in maniera più sicura, apparecchi come il modem, il router o altri dispositivi. Da qui partono le varie utenze (centrale allarme e video sorveglianza, centraline domotiche, ma anche semplici antennine per il wi-fi domestico)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *